“Articolo 32” non è solo un richiamo alla norma costituzionale che riconosce il fondamentale diritto alla salute. E’ uno spazio nato dall’esigenza di mettere in comunicazione quanti si impegnano nella battaglia di civiltà e legalità contro la chiusura dei piccoli ospedali; è un comitato aperto all’adesione di chiunque intenda condividere questa battaglia.
Gemellaggio Lazio-Calabria
Dal web
Erano diverse centinaia i sindaci e i cittadini laziali che si sono riuniti il 13 ottobre sotto il Ministero dell'Economia, a Roma.
Centri più o meno piccoli, delle province di Viterbo e Frosinone in primis, colpiti dal piano regionale per il rientro dal deficit sanitario varato dalla giunta di
Renata Polverini.
In via XX settembre si sono raccolte numerose associazioni e sigle sindacali, in primo luogo la Cgil della Pubblica amminisitrazione.
Presenti anche Legambiente e il partito di Rifondazione Comunista-Comunisti italiani.
Sul palco, a dar man forte ai sindaci e ai rappresentanti dei cittadini, l'ex vicepresidente della giunta regionale, Esterino Montino.
Perché non promuovere un gemellaggio, piccoli ospedali della Regione Lazio e piccoli ospedali della Calabria?
L'equazione è subito fatta: Regione Lazio sta a Regione Calabria come Scopelliti sta alla Polverini...risultato assistenza zero e cittadini incazzati.
Questo il breve comunicato sul sito www.rossocetraro.blogspot.com
Ospedale di Gissi
Oggi la sospensiva al TAR
Il TAR abruzzese oggi decide sul ricorso presentato dal comune di Gissi.
Gli atti impugnati sono quelli adottati dal commissario Chiodi che ha approvato nello scorso mese di agosto il Programma Operativo per la sanità.
Per oggi era fissata l'udienza in camera di consiglio per la sospensiva.
L'esito potrebbe essere scontato a causa del precedente pronunciamento per l'ospedale di Casoli.
L'ANCI per i piccoli ospedali
Dalla Sardegna
Riprendiamo una notizia dalla Sardegna dove - a quanto pare - i piccoli ospedali sono in pericolo.
"Nel settore della sanità - si legge sulla rassegna stampa ufficiale della Regione Sardegna - non si placano le polemiche, anche all’interno della maggioranza di
centrodestra.
I Comuni: «I piccoli ospedali non vanno ridimensionati». L’Anci esprime preoccupazione per la prospettiva di ridimensionamento dei piccoli ospedali.
I sindaci temono che vengano meno servizi essenziali in territori non sempre facili da raggiungere.
L’associazione dei Comuni, pur comprendendo la necessità da parte della Regione di attuare una programmazione sanitaria che possa rispondere ai criteri di efficacia
ed efficienza del servizio sanitario regionale, sottolinea che gli ospedali di Bosa, Ghilarza e Sorgono hanno rappresentato finora un importantissimo punto di riferimento
per i rispettivi territori.
L’Anci si è impegnata a intraprendere una azione con l’assessore per evitare un ridimensionamento pesante dei reparti che farebbe venir meno i servizi".
Come si vede, in questo caso c'è una presa di posizione netta da parte dell'Associazione dei comuni.
Sanità territoriale in Abruzzo
Chiodi a Sulmona
Riprendiamo da sito della Regione Abruzzo le dichiarazioni di Gianni Chiodi, presidente della regione Abruzzo e commissario per la sanità che ha descritto la sanità
del territorio come la soluzione a tutti i problemi del settore in Abruzzo.
L'intervento si riferisce ad un convegno che si è tenuto il 30 ottobre a Sulmona.
"Sin dal primo giorno di insediamento di questo governo regionale abbiamo dovuto affrontare una realtà disdicevole: una sanità che non aveva alcuna
prospettiva di qualità per i cittadini e neanche poi a costi sostenibili".
Ha esordito così il presidente della Regione Abruzzo, e Commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi, al seminario sull'appropriatezza dell'assistenza sanitaria, promosso a
Sulmona dalla Direzione Politiche della Salute della Regione. Chiodi, in un breve excursus, ha ricordato i tristi primati dell'Abruzzo: primo nel debito sanitario (4
miliardi nel 2007) e primo ad essere, per questo, Commissariato.
"Una grave stigmatizzazione da parte di tutto il Paese del comportamento dell'allora classe politica, e non solo, che non ha avuto forza, coraggio e leadership per
avviare un serio processo di cambiamento, subendo, altresì, le pressioni di un mondo assai variegato" ha commentato il Presidente, aggiungendo che "5-6 neurochirgie operative e 35
ospedali pubblici e privati erano il chiaro sintomo di una situazione non governata e ormai alla deriva".
Ha rimproverato Chiodi, ai suoi precedessori, di non aver capito i segni del cambiamento, nel 2000, ("come si sta facendo adesso col federalismo")
e di essersi cullati "sul paga Pantalone" e sulla firma di cambiali mefistofeliche.
Ed ha rimproverato, soprattutto, di aver speso, in primis nella sanità, più di quanto prodotto "rubando alle giovani generazioni quote di speranza e di futuro". Ha
bacchettato, infine, il modus operandi di assumere più "generali" che "soldati", in tutta la pubblica amministrazione.
"Il percorso di risanamento cha abbiamo avviato - ha detto poi il Presidente/Commissario - è giusto e inevitabile perchè prioritario rispetto allo sviluppo. In nessuna comunità, in
nessuna parte del Mondo, si investe senza risanare".
Chiodi ha, infine, rammentato il positivo riconoscimento del rating da parte di Moody's ed il plauso ottenuto dal Tavolo di monitoraggio nazionale per la bontà e l'innovazione del
Piano operativo della Sanità.
"Il futuro della sanità in Abruzzo è negli ospedali che hanno competenze professionali, che investono nelle apparecchiature diagnostiche e nella tecnologia, che
possono vantare una casistica rilevante.
Il futuro è anche negli ospedali di comunità e nella medicina sul territorio. Il futuro deve essere, in una, un mix di interventi sanitari in favore dei cittadini,
così come hanno fatto tante altre Regioni italiane e con successo".
"In Abruzzo - ha osservato il Presidente - non c'è mai stata una sanità territoriale, ma solo una ospedalizzazione incredibile, con elevati costi per i
cittadini/pazienti e senza adeguata qualità, con liste di attesa enormi".
"Il modello che intendiamo perseguire, attraverso il Piano di razionalizzazione delle rete ospedaliera - ha aggiunto Chiodi - non ha certo il crisma
dell'originalità, essendo già operativo da tempo in altre realtà, ma è l'unico che può consentire prestazioni all'altezza, pagando tasse eque".