“Articolo 32” non è solo un richiamo alla norma costituzionale che riconosce il fondamentale diritto alla salute. E’ uno spazio nato dall’esigenza di mettere in comunicazione quanti si impegnano nella battaglia di civiltà e legalità contro la chiusura dei piccoli ospedali; è un comitato aperto all’adesione di chiunque intenda condividere questa battaglia.
Abruzzo: governo sconfitto
Dopo l'ordinanza del Consiglio di Stato
Il gruppo consiliare "Guardiagrele il bene in comune", all'opposizione a Guardiagrele, sede di un piccolo ospedale che era destinato alla chiusura, torna sull'ordinanza che ha disposto la sospensione del Programma Operativo.
"Il provvedimento giudiziario mette sotto scacco la politica abruzzese e, in particolare, il disegno di quella che doveva essere la nuova sanità della regione.
E' evidente che ci troviamo di fronte ad una sconfitta dal governo regionale e del governo nazionale che ha dettato la linea militarizzando nei fatti la sanità della
nostra regione.
L'ordinanza del Consiglio di Stato, poi, dovrebbe zittire quanti hanno continuato a ritenere che la nostra azione giudiziaria era pretestuosa e dettata dal
pregiudizio ideologico: i giudici della V sezione di Palazzo Spada hanno colto tutti gli aspetti che nella fase cautelare avevamo già segnalato al TAR senza che questo ci
desse ascolto.
Del resto, non va dimenticato che la più recente decisione del Tribunale abruzzese (quella che ha portato Chiodi ad esprimere soddisfazione) confermava il
Programma Operativo e dava per buono il tentativo di correggere la linea sul tema dell'emergenza con la delibera 81 di fine anno 2010.
Il Consiglio di Stato, invece, ha detto alla regione che il Programma Operativo è da rifare.
Chiodi dovrebbe sapere che il giudizio della magistratura amministrativa supera anche i pareri dell'Agenzia sanitaria nazionale e del Ministero i quali, anzi,
farebbero bene a rivedere le loro posizioni e a rendersi conto di avere affidato la partita più importante (basti considerare che il bilancio della sanità mangia l'80% dell'intero
bilancio regionale) a chi non è stato neanche in grado di compiere una efficace istruttoria.
A questo proposito, poi, va pure detto che, sebbene sia vero che la partita non finisce qui, è vero pure che il difetto di istruttoria è uno dei motivi che potrebbe portare
all'annullamento dell'intero Piano anche nel merito.
Infine, va preso atto che anche Chiodi, dopo che Zavattaro lo aveva ripetuto più volte, sostiene che la chiusura dei piccoli ospedali non serviva per
risparimare.
Anche Budassi e Zavattaro, poi, hanno buttato giù la maschera quando ammettono che il policlinico scoppia. Ci chiediamo: ma davvero la soluzione è quella di dare a Chieti
nuovi posti o non è, piuttosto, il rafforzamento di una struttura, come quella guardiese, che davvero può offrire una soluzione concreta al decongestionamento dell'ospedale
di Chieti?
Ma, allora, qual è il reale senso di queste scelte? Non è che si vuole spostare l'attenzione da interessi ben più grandi come quelli della sanità privata che da
questo Piano non è stata minimamente intaccata?
Con questa sospensione, è ovvio che l'ospedale di Guardiagrele non solo resta aperto, ma va reintegrato di tutto ciò che era stato già eliminato causando l'inizio di
una morte lenta che abbiamo segnalato anche alla Procura della Repubblica di Chieti.
Probabilmente saremo, ancora una volta, costretti a diffidare i vertici della regione e della ASL dal porre in essere atti che vanno contro questa decisione del Consiglio di
Stato".
