“Articolo 32” non è solo un richiamo alla norma costituzionale che riconosce il fondamentale diritto alla salute. E’ uno spazio nato dall’esigenza di mettere in comunicazione quanti si impegnano nella battaglia di civiltà e legalità contro la chiusura dei piccoli ospedali; è un comitato aperto all’adesione di chiunque intenda condividere questa battaglia.
L'opposizione va dal Prefetto
Iniziativa a Guardiagrele
Mentre si attende l’udienza del 1° dicembre quando il TAR deciderà sulla richiesta di sospensiva del programma operativo e delle sorti dell’ospedale di Guardiagrele
per il quale la chiusura è prevista il 31 dicembre, il gruppo consiliare, a poche settimane da quella data, intraprende nuove iniziative.
Con una nota a firma dei cinque consiglieri del gruppo “Guardiagrele il bene in comune” (Gianna Di Crescenzo, Carla Al torio, Simone Dal Pozzo, Angelo Orlando e
Gianluca Primavera), è stato chiesto un incontro al Prefetto di Chieti per informarlo della situazione, delle iniziative giudiziarie, di quanto risulta dalla
documentazione che è stata anche pubblicamente esibita e per rappresentare tutta la preoccupazione per un provvedimento che, se non sarà sospeso, costituirà una gravissima lesione al
diritto alla salute e all’assistenza dei cittadini di un comprensorio di circa 40.000 abitanti.
I consiglieri intendono far presente al Prefetto che, con la disattivazione del presidio di Guardiagrele, verrà gravemente compromessa la funzionalità del servizio di
emergenza- urgenza dal momento che il progetto prevede lo smantellamento del Pronto Soccorso e la presenza di una sola ambulanza del 118.
Le stesse informazioni e preoccupazioni saranno condivise con il personale dell’ospedale al quale si intende chiedere un incontro e alle associazioni di Guardiagrele.
L’iniziativa dei Consiglieri coincide con il diffondersi sempre più insistente di voci secondo le quali i ricoveri dell’ospedale di Guardiagrele saranno sospesi a partire dal
prossimo 15 dicembre; da quella data, secondo la prassi attuata a Casoli e Gissi, quindi, inizieranno le dimissioni fino al sostanziale svuotamento della struttura.
La situazione appare quanto mai grave tanto che, di fronte alle numerose illegittimità sollevate davanti al TAR L’Aquila, il gruppo consiliare non ha escluso il ricorso, sia
pure per consultazioni e per un confronto, alla Procura della Repubblica dal momento che sussisterebbero, di fronte alla eliminazione di posti letto e di un intero ospedale
senza che il territorio sia garantito e presidiato di servizi sanitari, i presupposti per configurare una interruzione di pubblico servizio e, di fronte alle palesi illegittimità
denunciate, quelli di un abuso d’ufficio.
Dal punto di vista dell’iniziativa politica, il gruppo consiliare ha chiesto e chiederà anche la convocazione di Chiodi, Baraldi e Zavattaro davanti alla commissione
parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali alla quale dovranno motivare le ragioni di una procedura che non ha
tenuto conto di nessuna concreta valutazione economica, che ha abusato delle previsioni del nuovo patto per la salute tagliando oltre 800 posti letto in più del necessario.
Per i prossimi giorni, intanto, il gruppo annuncia anche iniziative dimostrative che saranno rese note all’indomani del consiglio comunale convocato per martedì 23
settembre.
Sebbene il sindaco e l’amministrazione non abbiano ritenuto opportuno prevedere una discussione sulla situazione dell’ospedale (il consiglio, infatti, è convocato per l’assestamento
del bilancio) e neanche di rispondere alle decine di sollecitazioni degli scorsi giorni, i consiglieri solleveranno il problema rinnovando tutte le domande rimaste senza
risposte e, in particolare, quella sul ricorso amministrativo che ancora ci si augura presentato, sia pure alla scadenza del termine di legge e, comunque, preceduto dalle
iniziative giudiziarie che da settimane hanno impugnato il provvedimento.
Il gruppo, infine, rinnova l’invito al sindaco a rassegnare le dimissioni di fronte al perdurante silenzio data la gravità del momento e la serietà della situazione.
