L ospedale di anagni non chiude »

L'ospedale di Anagni non chiude

Il Consiglio di Stato sospende gli atti

30 Ago 11

La terza sezione del Consiglio di Stato, in accoglimento dell'appello promosso dal comitato "Salviamo l'ospedale di Anagni" contro l'ordinanza del TAR Lazio che aveva rigettato la sospensiva degli atti commissariali di chiusura dell'ospedale di Anagni, ha ribaltato le sorti del presidio anagnino.
 
L'ospedale, in base all'ordinanza depositata oggi all'esito dell'udienza del 26 agosto, non dovrà chiudere dalottobre come era previsto nei provvedimenti del Commissario alla sanità negli atti che sono stati sospesi.
 
L'esito era stato anticipato all'inizio del mese quando, con un decreto monocratico, era stato salvato il pronto soccorso. Oggi la portata del provvedimento che sospende i provvedimenti commissariali è estesa all'intero presidio ospedaliero.
 
Il comitato di Anagni è stato rappresentato dall'avvocato Simone Dal Pozzo che ha già ottenuto analoghi risultati a Guardiagrele (in Abruzzo) e ad Agnone (in Molise).
 
"L'ordinanza del Consiglio di Stato - commenta l'avvocato Dal Pozzo - coglie nel segno e fa suoi tutti gli argomenti che avevamo portato alla sua attenzione. Eravamo convinti che l'ordinanza del TAR di fine maggio fosse ingiusta poichè considerava esaustiva una istruttoria che oggi, invece, appare gravemente lacunosa e carente come avevamo dimostrato negli atti difensivi e con i documenti".
 
Queste le motivazioni dell'accoglimento:
 
"Visto che con i provvedimenti impugnati in primo grado, tra l'altro, è disposta la chiusura dell'ospedale di Anagni a partire dal 1 ottobre 2011;
Considerato che, allo stato, gli atti di causa suffragano la fondatezza, tra l'altro, della censura di difetto di istruttoria dei provvedimenti suddetti, risultando una palese discordanza tra i dati statistici regionali relativi ad una ridotta utilizzazione della struttura ospedaliera in questione (al di sotto dei parametri stabiliti come minimi) e quelli rilevabili dalla documentazione allegata daglia ppellanti;
Rilevato che la struttura ospedaliera come attualmrente organizzata, dotata di unità di terapia intensiva e di varie unità operative, serve un bacino di 80.000 assistiti circa, residenti in oltre 10 Comuni della zona;
Considerato, altresì, che, ad un primo esame, la diversa tipologia di presidi sanitari prevista è idonea a garantire prestazioni sanitarie di portata molto circoscritta;
Ritenuto, pertanto, che la disposta chiusura del suddetto ospedale arrecherebbe danno grave ed irreparabile agli appellanti, residenti nella zona servita da tale struttura ospedaliera, in quanto li priverebbe dell'accesso, con modalità ragionevoli, ad un livello di assistenza sanitaria effettivamente corrispondente alle esigenze terapeutiche richieste da patologie molto diffuse".
 
"Come si vede - commenta l'avv. Simone Dal Pozzo - l'ordinanza è particolarmente articolata perchè prende in considerazione gli aspetti più importanti della vicenda e sottolinea come gli atti commissariali non siano sostenuti dalla necessaria istruttoria. Questo provvedimento chiude la fase cautelare del giudizio, ma contiene elementi che saranno certamente utili nella fase di merito, visto che il difetto di istruttoria è uno dei motivi di annullamehto dell'atto amministrativo".
 
L'ordinanza invita il TAR Lazio a fissare sollecitamente l'udienza di merito e quella sarà la sede nella quale verrà emessa la sentenza definitiva.
 
Va sottolineato come dei 24 ospedali per i quali i decreti della Polverini prevedevano la chiusura, quello di Anagni è probabilmente l'unico che viene interamente salvato grazie all'azione giudiziaria.
 
L'ordinanza non può essere impugnata , ma solo eseguita dalle Amministrazioni interessate. Regione, Commissario e ASL dovranno, quindi, assicurare la funzionalità dell'ospedale di Anagni che, in questo modo, potrà continuare ad assolvere la sua funzione di tutela della salute dei cittadini dell'intero comprensorio.
 
"La situazione di Anagni aggiunge l'Avv. Simone Dal Pozzo - mi spinge ad un confronto con la regione Abruzzo, nella quale risiedo. Da noi, a causa di una previsione nella recente manovra finanziaria, gli atti del Commissario che chiudevano i piccoli ospedali, inizialmente annullati dal TAR sono stati trasformati in legge. Se questa norma fosse stata scritta anche per la regione Lazio, oggi non avremmo ottenuto questo risultato".

Commenta per primo!

Commenta