“Articolo 32” non è solo un richiamo alla norma costituzionale che riconosce il fondamentale diritto alla salute. E’ uno spazio nato dall’esigenza di mettere in comunicazione quanti si impegnano nella battaglia di civiltà e legalità contro la chiusura dei piccoli ospedali; è un comitato aperto all’adesione di chiunque intenda condividere questa battaglia.
Piccoli ospedali
Il punto sui ricorsi
Il movimento creato intorno alla tutela dei piccoli ospedali ha
prodotto impegni, in termini di azioni legali, nelle diverse regioni
commissariate che si sono trovate di fronte a provvedimenti
fortemente penalizzanti.
Grazie all'azione del comitato "articolo 32", che ha fatto conoscere l'azione
portata avanti dal gruppo consiliare di opposizione al comune di
Guardiagrele, altre iniziative giudiziarie sono nate ed attendono il pronunciamento dell'Autorità
Giudiziaria.
Il comitato "articolo 32" di Agnone attende per il prossimo 11 maggio la discussione davanti al TAR Molise del ricorso
presentato contro una pluralità di provvedimenti adottati tanto dal Commissario quanto dal Direttore Generale dell'Azienda
Regionale. Il ricorso è stato curato dagli avvocati Franco Cianci di Termoli e Simone Dal Pozzo di Guardiagrele.
Per il 25 maggio, invece, si attende la decisione sulla sospensiva chiesta dal comitato in difesa dell'ospedale
di Anagni che ha impugnato i provvedimenti del Commissario alla sanità che prevedono la chiusura del presidio
anagnino. Il ricorso, anche in questo caso curato dall'Avvocato Simone Dal Pozzo, è stato presentato in una pubblica assemblea lo scorso 22 aprile e giovedì 11 maggio sarà
probabilmente oggetto di discussione anche davanti al consiglio comunale convocato sul tema dell'ospedale.
In Abruzzo, il comune di Pineto ha presentato ricorso contro il ridimensionamento dell'ospedale di Atri e la discussione
davanti al TAR è fissata per il prossimo 22 giugno anche se le insistenti voci di provvedimenti immediati fanno pensare che vi potrà essere un
pronunciamento anche prima di quella data.
A fine aprile, nel Lazio, il ricorso presentato dal comune di Bracciano per scongiurare la chiusura dell'ospedale ha ottenuto un primo
successo grazie alla sospensiva concessa a causa della inadeguata istruttoria sul tema della tutela dell'emergenza sanitaria.
Il comune e il comitato di Pontecorvo (FR), invece, si sono visti rigettare la sospensiva sulla base
della presunta obbligatorietà dell'azione del Commissario che sarebbe tenuto ad adottare i provvedimenti che ridimensionano la sanità pubblica a
causa del piano di rientro sottoscritto con il governo nazionale.
Esito negativo anche per l'ospedale di Trebisacce, in Calabria, che, a fine gennaio, si è vista respinta la sospensiva degli
atti commissariali che, con il patrocinio dell'Avv. Giuseppe Mormandi, erano stati impugnati.
Tornando in Abruzzo, va segnalato che è attesissima la sentenza di merito del TAR davanti al quale il 23 marzo sono stati
discussi vari ricorsi relativi alla disattivazione dell'ospedale di Guardiagrele. Ricorsi sono stati presentati dai comuni
di Casoli, Pescina,. Gissi, Tagliacozzo e Guardiagrele. Anche il gruppo consiliare di centrosinistra aveva impugnato
gli atti commissariali ottenendo, unico caso in Italia, una sospensiva dal Consiglio di Stato lo scorso 14 gennaio.
Come si vede, ci troviamo di fronte ad un quadro composito che, per ora, consegna la sensazione che, per
difendere il diritto alla salute, sia necessario rivolgersi alla Magistratura e non alla politica.
