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Chieste le dimissioni del sindaco

A Guardiagrele

19 Nov 10
articolo32.it

Riportiamo un articolo apparso sul quotidiano on line "prima da noi" circa le iniziative del gruppo consiliare di centrosinistra al comune di Guardiagrele.

"Un metodo sicuramente imposto a livello nazionale che ha spiazzato gli amministratori abruzzesi di centrodestra, dai consiglieri e dagli assessori regionali, a quelli provinciali ai sindaci che hanno vinto le elezioni dappertutto presentandosi come difensori dei piccoli ospedali e come paladini di un’assistenza sanitaria di qualità e si sono ritrovati l’imposizione di tagli di cui non sapevano nulla e che ora sono in grosso imbarazzo a difendere - così esordisce il pezzo firmato da Sebastiano Calella, che prosegue:

"Come capita a Guardiagrele, dove le opposizioni di centrosinistra sono scese in campo per chiedere le dimissioni del sindaco di centrodestra Sandro Salvi che ha dovuto subìre la chiusura del locale ospedale (contro cui si era battuto con forza) e che ora, forse per motivi politici, si trova a difendere una scelta impopolare e forse non condivisa".

La richiesta segue il rinvio al TAR L'Aquila al prossimo 1 dicembre dell'udienza fissata in merito al ricorso proposto dal gruppo consiliare con il quale si denunciano varie illegittimità del piano operativo firmato da Gianni Chiodi e Giovanna Baraldi.

Leggi la notizia.

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I tagli in Calabria

La scure del commissario

13 Nov 10
articolo32.it

Riportiamo un brano dell'articolo apparso sul sito della Gazzetta el Sud che riferisce dei tagli alla sanità pubblica in Calabria.

Due ore di appassionate enunciazioni per illustrare - e difendere - una manovra sanitaria che dovrà farsi strada tra «grandi strumentalizzazioni». E che è già partita. La sfida del presidente Giuseppe Scopelliti, commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro, è tutta nei numeri di un'operazione strategica e complessa che, presentata ieri in una Casa delle Culture gremita all'inverosimile, entro marzo 2011 avrà trasformato la geografia della rete ospedaliera calabrese e sarà portata a breve al vaglio dei ministeri dell'Economia e della Salute.

La manovra prevede la riconversione di diciotto ospedali in due fasi, 1.200 posti letto da tagliare (dagli attuali 7.600 a 6.400), 100 mila ricoveri in meno (dagli attuali 400 mila a 300 mila), e una riorganizzazione della rete ospedaliera che prevede tre ospedali Hub (Catanzaro, Cosenza e Reggio), otto Spoke (ospedali di medio calibro) localizzati a Vibo, Crotone, Lamezia, Locri, Polistena, Corigliano-Rossano, Castrovillari e Paola-Cetraro); quattro ospedali generali (ancora in via di individuazione), quattro montani (Acri, S. Giovanni in Fiore, Soveria Mannelli e Serra San Bruno) e 14 ospedali distrettuali. Si tratta dei presìdi di Taurianova, Palmi, Siderno, Chiaravalle, San Marco Argentano, Soriano (che entro il prossimo marzo non avranno più funzioni ospedaliere), e ancora i presìdi di Rogliano, Mormanno, Trebisacce, Cariati, Praia a Mare, Lungro, Scilla, Oppido Mamertina.

Questi ultimi otto saranno "riconvertiti" in ospedali distrettuali entro il 31 marzo del 2012. L'obiettivo è la razionalizzazione della rete ma anche la sicurezza: «Vogliamo evitare – avverte il Governatore – che la gente muoia passando da un ospedale all'altro».

La Gazzetta del sud

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Anagni manifesta a Roma

Lo scorso 13 ottobre

09 Nov 10
articolo32.it

Riportiamo la notizia apparsa sul sito anagnimiacitta.net su un manifestazione che si è svolta a Roma lo scorso 13 ottobre.

L'iniziativa è stata promossa contro il nuovo Piano Sanitario Regionale che prevede il taglio di diversi ospedali del territorio, tra cui quello anagnino, secondo il disegno della Presidente della Regione Lazio Renata Polverini.

Molti  manifestanti sono scesi in piazza per dire No a quest’ennesimo attacco alla sanità pubblica locale che sta pagando notevolmente questo “riordino”  che metterà fortemente in ginocchio il servizio ospedaliero della provincia di Frosinone.

Interessante, in tale contesto, il commento di Alessandro Compagno, presidente dell’Associazione Das (Diritto alla Salute) che da tempo combatte contro queste perpetuate scelte aziendali e che commenta in tal modo la vicenda, legando indissolubilmente la violenza ambientale sul territorio con l’attuale piano di privazione sanitaria.

"Anagni e il territorio della Valle del Sacco hanno dato moltissimo allo sviluppo economico della  Ciociaria e del Lazio Meridionale, ma attualmente ne stanno subendo pesanti conseguenze con l’avvelenamento dell’intero comprensorio fluviale.

Questo sta comportando un continuo e indiscutibile incremento  delle patologie tumorali, respiratorie e cardiovascolari. Anagni e il  suo territorio hanno dunque bisogno di una maggiore presenza della  Sanità Pubblica. Ridimensionare o lasciare morire l’Ospedale di Anagni significa impoverire la Sanità Ciociara senza, nel contempo, offrire alternative praticabili a chi vive, lavora, studia e trascorre il suo tempo libero sul nostro territorio.

Per questo ci si attendeva che la Regione Lazio invertisse la tendenza fin qui rovinosa per la Sanità nella Provincia di Frosinone. Ora è arrivato il nuovo piano Polverini che smantella gran parte degli ospedali esistenti in Ciociaria, ma in cambio di cosa? se ancora neanche funziona il nuovo ospedale di Frosinone  di cui non si conosce esattamente la vera natura.

Ormai sembra che i tagli siano inevitabili, anche se ci attendevamo scelte piu’ trasparenti e concertate con i rappresentanti del territorio. I ciociari in generale e gli anagnini, in particolare, sono abituati ai sacrifici, ma vogliono che questa volta i risparmi derivanti dai sacrifici rimangano nel territorio e servano per rilanciare veramente  un nuovo modello di sanità incentrato sui servizi territoriali e sulla prevenzione, come è stato ampiamente promesso negli ultimi anni".

Grazie a questo e altri contributi ci aspettiamo che il comitato nazionale si allarghi.

www.anagnimiacitta.net

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Ospedale di comunità

Se ne è parlato in commissione

08 Nov 10
articolo32.it

Riportiamo di seguito un articolo apparso sul sito dell'agenzia di stampa regionale abruzzese (ASTRA) in merito all'audizione della commissione regionale per la sanità dello scorso 15 settembre.

E' interessante il passaggio relativo all'ospedale di comunità che sarebbe già attivo a Pescina. Si tratta di una previsione che, lungi dall'avere le caratteristiche dell'ospedale per acuti, da molti è invece presentata come una alternativa agli ospedali disattivati.

Nella seduta di cui parla la nota dell'agenzia, si è tenuta l’audizione del direttore generale della ASL Lanciano-Vasto-Chieti Francesco Nicola Zavattaro e del direttore generale della ASL Avezzano-Sulmona-L’Aquila Giancarlo Silveri per riferire sull’attuazione del Piano di Riordino Ospedaliero e la riconversione dei piccoli ospedali, con i primi dati dell’attività di monitoraggio.

Per l’ASL 2 Chieti Lanciano Vasto era presente anche il direttore sanitario Amedeo Budassi. Per quanto concerne l’ASL2 il Dottor Zavattaro ha fatto presente che i ricoveri a Gissi e Casoli sono cessati il 23 agosto e sì è iniziata al riconversione: sono state spostate tutte le attività per acuti e non sono più presenti ricoverati.

Al tempo stesso sono iniziate le attività per riaprire, mentre è stata rimandata l’apertura ad Atessa per lavori in corso e le stesse attività sono state dirottate su Lanciano.

Le attività di ricovero dei pazienti provenienti da questi bacini di utenza sono proseguite senza interruzioni poiché il personale infermieristico è stato ricollocato gradualmente. Questo grazie all’adesione di molti operatori che hanno garantito una perfetta continuità nell’assistenza.

Per il personale ancora in esubero si sta procedendo ad una contrattazione sindacale che avrà termine a fine mese.

È ancora a livello di studio anche la possibilità di concedere un bonus economico nei presidi oggetto di riconversione: è stato istituto un punto di accoglienza per informare la popolazione, mentre gli abitanti stanno ricevendo una dettagliata brochure informativa.
Nei prossimi giorni aprirà anche il CUP unico che snellirà ancor più alcuni disagi degli utenti.

Specifica Nicoletta Verì alla luce del lavoro svolto: “Per la ASL dell’Aquila erano presenti il manager Giancarlo Silveri e il direttore sanitario Libero Colitti. Le tre ASL originarie non hanno mai perso mai i propri caratteri specifici: al centro dell’attenzione si è scelto di mettere il cittadino e come protagonisti di questo delicato processo gli operatori di medicina generale, i primi cittadini e tutti i sindacati.

Per rendere più efficiente la riconversione si è studiato un modello di distretto di base come Unità Operativa Complessa territoriale.

Si stanno realizzando dei progetti obiettivi per le liste di attesa ad Avezzano con risultati sorprendenti, L’Aquila si sta avvicinando a risultati molto buoni.

A Pescina è stato portata a termine un accordo con i medici per la realizzazione di un ospedale di comunità: il personale presente si muoverà solo per mobilità volontaria o per anzianità di servizio.

Anche a Pescina la popolazione sta ricevendo degli opuscoli illustrativi; qui le sale operatorie dell’ospedale non saranno smantellate sino al completo rinnovo di quelle di Avezzano ed è stata prevista un’ambulanza disponibile 24 ore al giorno.

Le tensioni che inizialmente avevano caratterizzato l’operazione su Pescina si stanno riassorbendo anche grazie alla collaborazione dei medici e degli operatori.

Nell’ospedale di comunità sarà prevista un’associazione di medici specialisti: l’unica difficoltà denunciata è con il 118 perché la Regione Abruzzo non dispone, per ora, di graduatorie di medici di questa branca.”

Da parte dei consiglieri è stata espressa viva soddisfazione per le modalità di intervento sull’ospedale di Pescina e manifestati apprezzamenti sulle linee di indirizzo che migliorano l’efficienza.

Nicoletta Verì, presidente della Quinta commissione, ha sottolineato come il confronto costruttivo sul territorio e nelle sedi istituzionali porti sempre al conseguimento di soluzioni di qualità pensate per il cittadino ed i suoi bisogni, passando da modelli locali ad un più efficiente e meno dispendioso modello di rete condivisa.

www.agenziastra.it

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Gemellaggio Lazio-Calabria

Dal web

05 Nov 10
articolo32.it

Erano diverse centinaia i sindaci e i cittadini laziali che si sono riuniti il 13 ottobre sotto il Ministero dell'Economia, a Roma.

Centri più o meno piccoli, delle province di Viterbo e Frosinone in primis, colpiti dal piano regionale per il rientro dal deficit sanitario varato dalla giunta di Renata Polverini.

In via XX settembre si sono raccolte numerose associazioni e sigle sindacali, in primo luogo la Cgil della Pubblica amminisitrazione.

Presenti anche Legambiente e il partito di Rifondazione Comunista-Comunisti italiani.

Sul palco, a dar man forte ai sindaci e ai rappresentanti dei cittadini, l'ex vicepresidente della giunta regionale, Esterino Montino.

Perché non promuovere un gemellaggio, piccoli ospedali della Regione Lazio e piccoli ospedali della Calabria?

L'equazione è subito fatta: Regione Lazio sta a Regione Calabria come Scopelliti sta alla Polverini...risultato assistenza zero e cittadini incazzati.

Questo il breve comunicato sul sito www.rossocetraro.blogspot.com

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L'ANCI per i piccoli ospedali

Dalla Sardegna

02 Nov 10
articolo32.it

Riprendiamo una notizia dalla Sardegna dove - a quanto pare - i piccoli ospedali sono in pericolo.

"Nel settore della sanità - si legge sulla rassegna stampa ufficiale della Regione Sardegna - non si placano le polemiche, anche all’interno della maggioranza di centrodestra.

I Comuni: «I piccoli ospedali non vanno ridimensionati». L’Anci esprime preoccupazione per la prospettiva di ridimensionamento dei piccoli ospedali.

I sindaci temono che vengano meno servizi essenziali in territori non sempre facili da raggiungere.

L’associazione dei Comuni, pur comprendendo la necessità da parte della Regione di attuare una programmazione sanitaria che possa rispondere ai criteri di efficacia ed efficienza del servizio sanitario regionale, sottolinea che gli ospedali di Bosa, Ghilarza e Sorgono hanno rappresentato finora un importantissimo punto di riferimento per i rispettivi territori.

L’Anci si è impegnata a intraprendere una azione con l’assessore per evitare un ridimensionamento pesante dei reparti che farebbe venir meno i servizi".

Come si vede, in questo caso c'è una presa di posizione netta da parte dell'Associazione dei comuni.