“Articolo 32” non è solo un richiamo alla norma costituzionale che riconosce il fondamentale diritto alla salute. E’ uno spazio nato dall’esigenza di mettere in comunicazione quanti si impegnano nella battaglia di civiltà e legalità contro la chiusura dei piccoli ospedali; è un comitato aperto all’adesione di chiunque intenda condividere questa battaglia.
I tagli in Calabria
La scure del commissario
Riportiamo un brano dell'articolo apparso sul sito della Gazzetta el Sud che riferisce dei tagli alla sanità pubblica in
Calabria.
Due ore di appassionate enunciazioni per illustrare - e difendere - una manovra sanitaria che dovrà farsi strada tra «grandi strumentalizzazioni». E che è già
partita. La sfida del presidente Giuseppe Scopelliti, commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro, è tutta nei numeri di un'operazione strategica e
complessa che, presentata ieri in una Casa delle Culture gremita all'inverosimile, entro marzo 2011 avrà trasformato la geografia della rete ospedaliera
calabrese e sarà portata a breve al vaglio dei ministeri dell'Economia e della Salute.
La manovra prevede la riconversione di diciotto ospedali in due fasi, 1.200 posti letto da tagliare (dagli attuali 7.600 a 6.400), 100 mila ricoveri in meno (dagli
attuali 400 mila a 300 mila), e una riorganizzazione della rete ospedaliera che prevede tre ospedali Hub (Catanzaro, Cosenza e Reggio), otto Spoke (ospedali di medio
calibro) localizzati a Vibo, Crotone, Lamezia, Locri, Polistena, Corigliano-Rossano, Castrovillari e Paola-Cetraro); quattro ospedali generali (ancora in via di
individuazione), quattro montani (Acri, S. Giovanni in Fiore, Soveria Mannelli e Serra San Bruno) e 14 ospedali distrettuali. Si tratta dei presìdi di Taurianova,
Palmi, Siderno, Chiaravalle, San Marco Argentano, Soriano (che entro il prossimo marzo non avranno più funzioni ospedaliere), e ancora i presìdi di Rogliano, Mormanno,
Trebisacce, Cariati, Praia a Mare, Lungro, Scilla, Oppido Mamertina.
Questi ultimi otto saranno "riconvertiti" in ospedali distrettuali entro il 31 marzo del 2012. L'obiettivo è la razionalizzazione della rete ma anche la sicurezza:
«Vogliamo evitare – avverte il Governatore – che la gente muoia passando da un ospedale all'altro».
